Edmund White

Flaubert: Moreau, c’est nous

da ''The New York Review of Books''
Flaubert in the Ruins of Paris: The Story of a Friendship, a Novel, and a Terrible Year di Peter Brooks
Basic Books, 241 pp., $32.00

  
Ford Madox Ford1 ha detto che bisogna leggere L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert quattordici volte per riuscire ad afferrarlo in pieno; egli ne aveva memorizzato intere parti. Franz Kafka disse che era uno dei suoi romanzi preferiti. Non male per un libro che quando venne pubblicato fu ampiamente criticato per la sua insensibilità e cinismo.
 
La gente parla con disinvoltura dello stile di Flaubert. Ho notato che il modo migliore per far parlare la gente del tuo “stile” è di parlarne tu stesso. Questo è ciò che fece Flaubert, come anche Truman Capote. La corrispondenza di Flaubert testimoniava le ore passate sul suo sofà, pratica che lui chiama “marinatura”, nella ricerca del “mot just” (la parola giusta); egli riusciva a scrivere solo pochi paragrafi al giorno.
 
Quali sono i tratti distintivi dello stile di Flaubert ne L’educazione sentimentale, il tema del libro di Peter Brooks “Flaubert in the Ruins of Paris”? Frasi brevi e scene per lo più brevi, più dialoghi veri e propri che nel precedente Madame Bovary, ma la maggior parte del dialogo è riassunto in discorsi indiretti liberi, che non hanno nulla dell’intimità dei reali discorsi egocentrici e balbettanti che girano su loro stessi, ma rendono le scene più veloci. Le descrizioni (al contrario di quelle di Nabokov, ad esempio) non concentrano mai l’attenzione su loro stesse, ma sono una squisita costruzione di dettagli tenui, osservati da vicino, come in questa del protagonista del romanzo, Frédéric Moreau, durante una cena con Madame Arnoux, la donna sposata della quale è innamorato:
Quand’era a quei pranzi, non apriva mai bocca; la contemplava. A destra, vicino alla tempia, aveva un piccolo neo; le bande che le scendevan sulle guance erano più nere degli altri capelli, e sempre un poco umide, pareva, lungo i bordi; di tanto in tanto se le
lisciava, passandoci due dita appena. Federico conosceva la forma delle sue unghie, una per una; s’incantava ad ascoltare il fruscio acuto della sua veste di seta quando sfiorava lo stipite d’una porta; fiutava di nascosto il profumo del suo fazzoletto. Il suo pettine, i suoi guanti, i suoi anelli erano per lui degli oggetti particolari, importanti come opere d’arte, animati, quasi, come persone; gli afferravano il cuore, e accrescevano la sua passione.
 
Pochi dei pensieri di Frédéric sono riportati, ma quando lo sono, sono spesso in uno stile inaspettatamente romantico, un brivido di agonia tardo-romantica, quasi subito neutralizzata da un dettaglio mondani o da un pensiero cinico. Perciò quando il suo vecchio amico Deslauriers vuole incontrare la sua amata Madame Arnoux, Frédéric pensa che rischierebbe volentieri la vita per il suo amico, ma alla fine si preoccupa che “col suo [di Deslaurier] frusto abito nero, i suoi modi da leguleio e i suoi discorsi presuntuosi potesse dispiacere a Madame Arnoux e così, magari, comprometterlo, abbassarlo agli occhi di lei”.
 
Frédéric coltiva impulsi romantici, ma non ha lo spirito per concretizzarli o perseguirli. Percepisce che Jacques, il marito di Madame Arnaux, è un uomo “intelligente e gentile”, ma un attimo dopo, quando Jacques da un buffetto sotto il mento a Frédéric per offenderlo, il giovane nella sua testa lo degrada – e lo stesso fa con sua moglie. L’essenza del romanticismo è che ogni vera passione è per sempre; gli amanti compiono giuramenti per “l’eternità”. Ma l’essenza del realismo è che le emozioni si contraggono e si espandono e mutano ogni secondo. Nel mondo di Flaubert le ambizioni e le passioni sono instabili:
Si domandava, seriamente, se doveva diventare un grande pittore o un grande poeta; alla fine, decise per la pittura, pensando che le esigenze del mestiere lo avrebbero avvicinato a Madame Arnoux. E così, aveva trovato la vocazione! Lo scopo della sua vita era chiaro, ormai, l’avvenire infallibile. 

Una caricatura di Flaubert

Le descrizioni di Flaubert sono di rado appariscenti, ma si rivelano osservazioni attentamente meditate, quasi scientifiche. “Scienza” era una parola fondamentale nel suo vocabolario estetico. Si lamentava con la sua miglior amica, la scrittrice George Sand, che i suoi contemporanei non fossero sufficientemente devoti alla “scienza”, con la quale egli intendeva l’economia, la storia e la politica. Persino i sentimenti politici sono completamente mutevoli nel mondo di Flaubert. A un certo punto nell’Educazione sentimentale un professore che ha sfidato i detentori del potere ha ottenuto I favori del popolo. Tuttavia, quando poco dopo prende una posizione contraria al sentire popolare, viene immediatabmente rigettato. “Adesso lo si odiava, dato che impersonava l’Autorità”. Questi sentimenti volubili sono veri sia da un punto di vista personale che come fenomeno sociale.
 

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