451 via della letteratura della scienza e dell'arte
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I guazzabugli di de Kooning

da ‘The New York Review of Books’ di Sanford Schwartz

    Pubblicazione di riferimento:

    de Kooning: A Retrospective mostra tenutasi a The Museum of Modern Art, New York City, dal 18 settembre 2011 al 9 gennaio 2012. Catalogo della mostra di John Elderfield, in collaborazione con Lauren Mahony, Jennifer Field, Delphine Huisinga, Jim Coddington, e Susan F. Lake, pubblicato da David Frankel, Museum of Modern Art, 504 pp., $75.00; $55.00 (brossura)

    sito

    Alla retrospettiva di Willem de Kooning allestita al Museum of Modern Art, il negozio di gadget vende una tazza che riporta questa citazione dell’artista: «Nell’arte ogni idea è buona come un’altra». La frase manifesta un pensiero tipico di de Kooning – come sappiamo sia dalle dichiarazioni pubbliche che dalle sue affermazioni registrate – per il fatto che è allo stesso tempo divertente, un po’ scioccante, chiaramente con i piedi per terra e ti fa vedere le cose in maniera un po’ differente. Il punto di de Kooning era che tu puoi prendere in considerazione un’idea e improvvisamente vedere un numero di artisti,  fino ad allora scollegati uno dall’altro, improvvisamente divenire connessi ad essa. Ma le sue parole suggeriscono anche che il fatto importante non è tanto il tema scelto dall’artista quanto il modo in cui esso viene sviluppato. Come molte delle affermazioni di de Kooning, questa frase è portatrice di una verità umana e artistica che tende a essere dimenticata quando i curatori, i critici e persino gli artisti, nelle loro dichiarazioni in pubblico, parlano di arte.

    Sotto un altro aspetto, tuttavia, il pensiero di de Kooning tende a smussare le differenze, e la frase mi è tornata in mente mentre provavo a conciliare la perizia tecnica e l’intensità quasi estenuante di gran parte delle opere in mostra al Modern con il senso di stasi e d’inafferrabilità che esse lasciano dentro. Durante tutto il periodo della sua attività lavorativa, che si estese dalla fine degli anni Venti fin quasi alla fine degli anni Ottanta, de Kooning (morto nel 1997, all’età di novantadue anni) fu un artista sfuggente quasi in modo programmatico. Tentò continuamente di confondere la distinzione tra l’astratto e il figurativo, e i suoi ritratti possono dare adito a fraintendimenti. I suoi quadri più conosciuti, quelli che ritraggono donne sedute e che risalgono ai primi anni Cinquanta, sono guazzabugli di pennellate violente, anche se il tenore generale di quei quadri comporta un ridimensionamento in chiave satirica di quelle pennellate stesse. Egli riteneva, come notò relativamente a Mondrian, che provare a mantenere nel tempo uno stile ben definito fosse una «pessima idea». Scrisse che quando lesse la frase di Kierkegaard «essere puro significa volere una sola cosa», quelle parole lo «fecero rabbrividire». Ma per il resto era anche un grande ammiratore di Kierkegaard, come anche di Mondrian

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