Pier Maria Stabile

I micro-Stati europei: sistemi giuridici in evoluzione

A.a. V.v., Piccolo Stato, Costituzione e connessioni internazionali, Giappichelli, Torino, 2003;

Laurent Anselmi, Jean-Pierre Gastaud (a cura di), Code monégasque. Codes et Lois de la Principauté de Monaco,2012, seconda edizione, LexisNexis, Paris, 2011.

Il tratto distintivo dei sistemi giuridici dei piccoli Stati europei e dei micro-Stati in particolare è quello di aver ‘riscattato’ il proprio diritto dalle limitazioni territoriali e di averlo reso sopranazionale ed universale molto prima di altri Paesi [...]

Il tratto distintivo dei sistemi giuridici dei piccoli Stati europei e dei micro-Stati in particolare è quello di aver ‘riscattato’ il proprio diritto dalle limitazioni territoriali e di averlo reso sopranazionale ed universale molto prima di altri Paesi (cfr. Peter Pernthaler, Una panoramica della Costituzione del Liechtenstein, in Aa. Vv., Piccolo Stato, Costituzione cit., p.68).

I piccoli Stati infatti hanno sempre avuto la tendenza a recepire ed integrare il diritto straniero come fonte d’ispirazione per la soluzione anche ‘creativa’ di questioni giuridiche interne.

Come hanno efficacemente sostenuto Laurent Anselmi e Jean-Pierre Gastaud nella loro ampia e densa Introduction alla seconda edizione del Code monégasque cit., il giurista di un micro-Stato è «comparatiste par nécessité» (p. 7).

Compito del legislatore dei micro-Stati è dunque anche quello di adattare alle loro specificità politico-istituzionali le disposizioni normative adottate nei Paesi vicini.

I lavori preparatori della legge monegasca n. 1312 del 29 agosto 2006 che introduce l’obbligo di motivazione degli atti amministrativi hanno infatti tenuto presente non solo i corrispondenti testi francesi, ma anche quelli andorrani, belgi, lussemburghesi e svizzeri.

I testi costituzionali della maggior parte dei piccoli Stati europei, influenzati nella loro redazione dalla prassi della c. d. circolazione dei modelli, presentano caratteri comuni al costituzionalismo più recente che prende le mosse dalle costituzioni democratiche greca, portoghese e spagnola degli anni Settanta del XX secolo per  giungere a quelle adottate dai Paesi un tempo rientranti nell’orbita sovietica.

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