Darryl Pinckney

La polizia americana e le vite dei neri

da ''The New York Review of Books''
ATTUALITÀ: Lo scrittore Darryl Pinckney, commenta i numerosi casi di uccisioni di persone di colore da parte della polizia americana. Casi, scrive Pinckney, che hanno assunto una nuova rilevanza grazie ai social media, che hanno rimosso i filtri che impedivano all'America bianca di vedere il razzismo del loro Paese, proteggendo così anche la polizia.
Una manifestazione del gruppo Black Lives Matter

Una manifestazione del gruppo Black Lives Matter

La gente di colore in America è sotto sorveglianza fin dal diciassettesimo secolo, quando gli africani ridotti in schiavitù furono obbligati a lavorare nelle piantagioni di tabacco e di riso negli stati del Sud. La legge delle colonie fece subito distinzione tra servi a contratto e schiavi, e nel fare ciò inventò l’essere bianchi in America. Sarebbe stato possibile per un africano libero o per una persona di razza mista possedere degli schiavi, ma non sarebbe stato possibile per un europeo essere ridotto in schiavitù. La distinzione ha contribuito a impedire che neri e bianchi poveri identificassero una causa comune.

Le slave patrols (le ronde degli schiavi)1 che ebbero origine nel diciassettesimo secolo erano in gran parte formate da bianchi poveri – paterollers, venivano chiamati i membri delle ronde. Fermare, perseguitare, frustrare, offendere o uccidere la gente di colore era sia il loro dovere che la loro ricompensa, la visione di sé stessi come bianchi, qualcosa che li univa ai bianchi delle classi superiori. Naturalmente il vero scopo di questi ultimi era quello di monitorare e sopprimere la capacità di ribellione degli schiavi. Mentre le milizie delle colonie affrontavano gli indiani, i paterollers tenevano sotto controllo la gente di colore.

Un'incisione del 1839 che ritrae uno schiavo fuggitivo catturato da una slave patrol

Un’incisione del 1839 che ritrare uno schiavo fuggitivo catturato da una slave patrol

Le forze di polizia nel Nord del Paese potranno essere state create sul modello di Sir Robert Peel2 attuato a Londra, ma come tipo di lavoro connesso alla politica cittadina, quello del poliziotto, da Boston a Chicago, essendo spesso irlandese, aveva conosciuto anch’esso il disprezzo al suo arrivo in America. Il fatto che vivessero vicino o insieme a gente di colore diceva loro quanto fossero in basso nella scala sociale americana. In ogni città gli irlandesi lottarono con i loro vicini più prossimi, la gente di colore, per poter essere riconosciuti come americani e per tenere sotto controllo i neri al di sotto di loro. Nel Nord e nel Sud del Paese, alla polizia si affidava il compito di mantenere lo status quo, di controllare una forza lavoro sconosciuta che veniva temuta.

I bianchi del sud durante il periodo della Ricostruzione3 erano infastiditi dal fatto che agenti polizia di colore potessero arrestare un bianco. La Redenzione4, che costituì il trionfo della supremazia bianca, eliminò di fatto gli agenti di polizia di colore. Nel libro Black Police in America (1996) di W. Marvin Dulaney, la storia dei neri nelle forze di polizia americane fino agli anni ’70 del ‘900 è una storia di concessioni puramente simboliche e di sospetto da parte dei colleghi bianchi.

Nel contempo, le forze di polizia e la loro relazione con le persone di colore in generale è stata una lunga storia di polarizzazione fra l’essere bianchi e l’essere neri. Quando nel 1967 Carl Stokes, l’appena eletto sindaco di Cleveland che aveva vinto grazie al voto di elettori sia bianchi che neri, assegnò solo agenti di polizia di colore e nessun bianco ai distretti neri della città che avevano sperimentato le rivolte, gli agenti di polizia bianchi ne furono indignati. Cosa era stato sottratto loro dal sindaco?

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