Michael Ignatieff

NETFLIX: Chi ha ucciso Frank Olson?

da ''The New York Review of Books''

Wormwood
Una serie Netflix in sei puntate diretta da Errol Morris

“Wormwood, wormwood” (“Assenzio, assenzio”), borbotta Amleto mentre realizza che sua madre è stata complice dell’uccisione di suo padre. Eric Olson usa le parole di Amleto quando, al termine dello sconvolgente Wormwood di Errol Morris, riassume cosa significhi, in definitiva, sapere che suo padre, biochimico presso il laboratorio militare statunitense di Fort Detrick, in Maryland, non è morto in una caduta accidentale dalla finestra di un hotel di New York nel novembre 1953, non si è suicidato dopo aver assunto LSD come le autorità hanno affermato sin dal 1975, ma è stato in realtà giustiziato su ordine dei suoi superiori alla CIA.

Quando Morris chiede alla fine della serie cosa significhi per Eric scoprire ciò, egli risponde: “Pensi di poter trovare la pace? Che cosa vuol dire? Scoprirai che tuo padre è stato assassinato dalla CIA. Ti senti meglio ora? Assenzio. È tutto così amaro”.

Olson aveva nove anni quando ha sentito per l’ultima volta il tocco di suo padre sulla testa, mentre usciva dalla porta della loro casa in legno a Frederick, in Maryland, per non farci più ritorno. Fu in quella casa che circa una settimana dopo i superiori di suo padre alla CIA svegliarono la famiglia e le dissero che Frank Olson era stato vittima di un incidente mortale. A Eric era stato detto che suo padre “era caduto” o “si era buttato” dalla finestra di un hotel. Anche un bambino di nove anni sapeva che “cadere” e “buttarsi” significano due cose differenti, e nello spazio tra le due parole crebbe in lui un dubbio che lo avrebbe consumato per tutta la vita. Fino ad oggi ha vissuto nella stessa casa dove ha sentito quella prima menzogna. Ora sa che la parola giusta è “spinto”. Gli agenti della CIA avevano tramortito e spinto giù dalla finestra Olson. Una simile consapevolezza gli ha dato un desiderio di vendetta, avendola cercata per tanto tempo? “Avevo bisogno della verità molto tempo fa”, dice a Morris. “La verità ora non mi serve più a nulla”.

Frank R. Olson

Scrivendo la storia di Eric Olson, non posso fingere alcun distacco. Eravamo studenti specializzandi ad Harvard negli anni ’70, e siamo rimasti vicini sin da allora. Nel 2001 ho scritto un articolo per il New York Times sul suo caso. Scriverlo mi rese consapevole di quanto fossi recalcitrante – e ancora lo sono – a credere, sebbene non sia neppure sia un cittadino americano, che il governo statunitense avesse potuto fare ciò che Eric era arrivato a credere avesse fatto a suo padre. Credere una cosa simile era, come dice Eric, “abbandonare l’universo conosciuto”.

Per quanto io continui a respingere i fatti, i fatti, come la ricerca di Olson ha stabilito, sono che Allen Dulles, Richard Helms e altri sconosciuti ai vertici del governo americano ordinarono la morte del padre di Eric perché temevano che sapesse troppo sull’uso delle armi biologiche statunitensi durante la guerra di Corea e sulle torture e sulle esecuzioni su agenti sovietici e su ex-nazisti considerati “sacrificabili” nei “siti neri” in Europa durante i primi anni ’501. Avendolo ucciso, la CIA confezionò la storia secondo la quale la morte di Olson fosse stata un suicidio causato dallo stress, e più tardi attribuì il salto dalla finestra agli effetti di un cocktail mescolato con l’LSD. Ora è chiaro che l’LSD gli venne somministrata, in una base CIA in Maryland, per scoprire esattamente cosa sapesse Olson. Quando questo esperimento rivelò che egli era davvero “inaffidabile”, fu portato a New York e ci si liberò di lui.

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