451 via della letteratura della scienza e dell'arte
contiene gli articoli di The New York Review of Books

Sogni dal sottosuolo

da ‘The New York Review of Books’ di Julian Bell
1.Herzog-(a-destra)-con-Wulf-hein,-lo-studioso-che-suona-con-un-flauto-del-Paleolitico

Cave of Forgotten Dreams, un film di Werner Herzog del 2010. Il film è stato proiettato, il 30 aprile 2011, al Trento Film Festival, in anteprima nazionale.

Cave of Forgotten Dreams, il nuovo documentario di Werner Herzog, è una sorprendente opera d’arte che ne incornicia un’altra, del tutto straordinaria. Nel 1994, tre esperti speleologi francesi, intenti a esplorare le gole calcaree del fiume Ardéche, avanzavano a tentoni in un grande sistema di grotte, nel quale comparvero all’improvviso immagini risalenti al Paleolitico. Jean-Marie Chauvet, che dirigeva il gruppo, ha descritto l’impressione che destò in loro il «notevole realismo» e la «bravura artistica»1 dei numerosi dipinti di animali che balzavano agli occhi mentre la luce delle torce esplorava le pareti della grotta. Ma, consapevole che le pitture rupestri, simili a quelle di Lascaux scoperte nel 1940, sarebbero presto state contaminate dall’umidità del respiro dei visitatori, Chauvet e i colleghi informarono le autorità regionali e, in meno di un mese, prima dell’annuncio ufficiale della scoperta, fu installata una porta di acciaio che sigillava l’apertura nella parete rocciosa. Solo un numero ridottissimo di persone scientificamente qualificate avrebbe potuto varcarla, camminando esclusivamente su una stretta passerella sospesa.

Furono pubblicate alcune prospezioni illustrate, curate inizialmente da Chauvet (da cui il nome della grotta) e poi da Jean Clottes, massima autorità archeologica francese. Nel frattempo, ai profani in cerca di notizie come Judith Thurman, che nel 2008 scrisse su Chauvet per il ‘New Yorker’, rimaneva solo la scelta di raccontare quelle pitture per sentito dire.

L’articolo della Thurman accese tuttavia l’entusiasmo di Erik Nelson, un produttore di Los Angeles che, avendo già collaborato con Herzog in due documentari, aveva intravisto qui del nuovo materiale cinematografico per il regista di origini bavaresi; la società produttrice di Nelson ebbe la brillante idea di presentare Herzog a Frédéric Mitterand, il neoministro francese della Cultura. Mitterand (nipote dello scomparso presidente) si rivelò un appassionato cinefilo, che senza esitare si prodigò affinché i cineasti potessero accedere alle grotte. E così, nella primavera del 2010 a Herzog e a una troupe di sole tre persone fu consentito per quattro giorni l’accesso a quel passaggio sotterraneo.

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