Alfred Brendel

Il Fascino Sempre Vivo del Movimento Dada

da ''The New York Review of Books''
ARTE: Il movimento Dada non fu una moda, uno stile o una dottrina. Era più di una nota a piè di pagina nella storia culturale. Possiamo comprenderlo meglio come condizione umana, come spirito, come stato d'animo produttivo ancora vivo

Dadaglobe Reconstructed, una mostra presso il Kunsthaus Zürich, 5 Febbraio – 1 Maggio, 2016; ed il Museum of Modern Art, New York City, 12 Giugno – 18 Settembre, 2016.

  • Catalogo della mostra a cura di Adrian Sudhalter et al. Scheidegger and Spiess/ Kunsthaus
  • Zürich, 160 pp., $59.00 (distributed in the US by University of Chicago Press)

Francis Picabia: Our Heads Are Round So Our Thoughts Can Change Direction, una mostra presso il Kunsthaus Zürich, 3 Giugno – 25 Settembre 2016; ed il Museum of Modern Art, New York City, 21 Novembre, 2016 – 19 Marzo, 2017

  • Catalogo della mostra a cura di Anne Umland and Cathérine Hug
  • Museum of Modern Art/ Kunsthaus Zürich, 368 pp., $75.00

Dada Universal, una mostra presso il National Museum Zurich, 5 Febbraio – 28 Marzo, 2016

Kurt Schwitters: Merz, una mostra presso la Galerie Gmurzynska, Zurich, 12 Giugno – 30 Settembre 2016

  • Catalogo della mostra a cura di Krystyna Gmurzynska and Mathias Rastorfe
  • Galerie Gmurzynska, 174 pp., CHF60.00

Dada Africa: Dialogue with the Other, una mostra presso il Museum Rietberg Zürich, March 18–July 17, 2016; and the Berlinische Galerie, Berlin, August 5–November 7, 2016

  • Catalogo della mostra a cura di Ralf Burmeister, Michaela Oberhofer, and Esther Tisa Francini
  • Museum Rietberg Zürich/Berlinische Galerie/Scheidegger and Spiess, 243 pp., $40.00 (distributed in the US by University of Chicago Press)

Genesis Dada: 100 Years of Dada Zurich, una mostra presso il Arp Museum Bahnhof Rolandseck, Germany, February 14–July 10, 2016

  • Catalogo della mostra a cura di Astrid von Asten, Sylvie Kyeck, and Adrian Notz
  • Scheidegger and Spiess, 247 pp., $45.00 (distributed in the US by University of Chicago Press)

Durante la prima guerra mondiale, Zurigo, la città più grande nella Svizzera neutrale, era un rifugio per artisti, scrittori, intellettuali, pacifisti, e uomini in fuga dal servizio militare provenienti da vari paesi. Un piccolo gruppo di questi decise nel 1916 di creare un nuovo genere di intrattenimento serale. Lo chiamarono Cabaret Voltaire e lo realizzarono a Spiegelgasse 1, non lontano dalla stanza che fu occupata da un visitatore occasionale del cabaret, Vladimir Ilic Lenin.

Il gruppo, che divenne noto come Dadaista, era formato da tre tedeschi (Hugo Ball, Richard Huelsenbeck, Emmy Hennings), un alsaziano (Hans Arp), due rumeni (Marcel Janco e Tristan Tzara), e dalla svizzera Sophie Taeuber. A questi si aggiunse quasi subito Walter Serner, un austriaco nato in Boemia. Il più giovane, Tzara, aveva vent’anni; Hennings, trentun anni, era il più anziano. Il disgusto verso la guerra li accomunava.

Tristan Tzara (sinistra), con Hugo Ball (centro) e Richard Huelsenbeck (destra)

Il fondatore del gruppo pare sia stato Hugo Ball. Egli era, come la maggior parte dei Dadaisti, uno scrittore, ma aveva lavorato anche in teatro e si era esibito nei cabaret. Dopo essere stato costretto a lasciare la Germania, essendo un pacifista, abitò presso Emmy Hennings a Zurigo, dove, pallido, alto, magro, e quasi morto di fame, era considerato uno straniero pericoloso. Al Voltaire, declamò il proprio innovativo poema fonetico “Karawane” (Caravan), scritto, per lo sconcerto del pubblico, sotto forma di suoni senza senso. Dopo alcuni intensi mesi di attività Dada lasciò il gruppo, si convertì a un cattolicesimo gnostico, e morì nella campagna svizzera, considerato alla stregua di un santo. Il suo diario Die Flucht aus der Zeit (La Fuga dal Tempo) resta uno dei principali resoconti del movimento Dadaismo.

Per Richard Huelsenbeck, il rumore pare che fosse stata la forma più naturale di virilità. All’interno del movimento Dada, lui era il campione della provocazione. Poeta e giornalista, che in seguito viaggiò per il mondo come medico su una nave e fu psicoanalista per un periodo a New York, Huelsenbeck rimase all’interno del movimento Dada e contribuì a crearne la particolare diramazione berlinese nel 1917.

Tra gli artisti di rilievo che emersero dal movimento Dada, Hans Arp fu probabilmente il più stabile e coerente. Amico di Max Ernst, Kurt Schwitters, e Wassily Kandinsky, e poeta dotato, era privo di malizia e invidia, e aveva un elevato senso dell’umorismo. La sua futura coniuge Sophie Taeuber, anch’ella artista degna di nota, insegnava presso la Scuola di Arti Applicate di Zurigo. Ella si dedicò alla creazione di marionette e fu membro ballo di Rudolf von Laban, che aveva introdotto un nuovo stile espressivo di danza. Durante le apparizioni da ballerina Dada, ella indossava una maschera per celare la propria identità.

In Tristan Tzara, calmo e sicuro di sé ma con, allo stesso tempo, una voce tonante, il Dadaismo trovò il proprio più appassionato sostenitore e instancabile propugnatore. André Breton lo descrisse come un impostore avido di pubblicità, ma i due si riconciliarono poi nel 1929. Le poesie di Tzara influenzarono Allen Ginsberg e William Burroughs, e alcune di esse furono tradotte da Samuel Beckett. Come Arp, divenne in seguito un Surrealista.

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