Paolo Trovato

Medioevo e Rinascimento – Dicembre 2012

Con la collaborazione di
Fabio Romanini e Beatrice Saletti

 

Denys Pringle, Pilgrimage to Jerusalem and the Holy Land, 1187-1291, Aldershot-Burlington, Ashgate, 2012 («Crusade Texts in Translation», 23), pp. xii, 464, £ 70.00.

Denys Pringle, professore alla Cardiff School of History, Archaeology and Religion, è tra i massimi conoscitori dell’architettura crociata, cui ha dedicato lavori fondamentali (basti ricordare il suo The Churches of the Crusader Kingdom of Jerusalem: a Corpus, Cambridge, Cambridge University Press, 1993-2009, 4 voll.). Il suo ultimo libro offre, per cominciare, una buona scelta di alcune delle “fonti” crociate da lui utilizzate nelle precedenti ricerche. La raccolta contiene infatti la traduzione di 17 tra guide e resoconti di pellegrinaggio datati o databili tra il 1187 e il 1291. Le traduzioni, commentate in modo essenziale (pp. 61-392) sono precedute da una breve ma chiara introduzione alla raccolta (Introduction: pp. 1-19) e da una serie di note  dedicate ai singoli testi, alla loro datazione, alla loro tradizione, all’edizione che si è adottata per tradurli (The Texts: pp. 21-59). Segue una ricca bibliografia (Sources), che registra le sigle impiegate per le raccolte di riferimento (pp. 393-394), un elenco, in ordine cronologico, di pellegrinaggi e descrizioni geografiche della Terrasanta redatte tra il 1187 e il 1291 (pp. 394-399), un ricchissimo elenco di mappe medievali della Terrasanta  o di Acri o di Gerusalemme (pp. 400-402), altre fonti primarie (pp. 402-411), le fonti secondarie ovvero la letteratura  sull’argomento (pp. 411-426). Il volume è corredato da un ricco indice analitico (pp. 427-463) e impreziosito da una serie di cartine spesso illuminanti (tale, per es, la Fig. 7, che mostra la localizzazione dei “pardons”, o indulgenze, lucrati ad Acri dai pellegrini del secondo Duecento).  p.t.

 

Franco Cardini, Nel Nome di Gesù. Bernardino da Siena e la Battaglia mistica, Con la traduzione italiana del Sermone di San Bernardino dedicato alla Conquista della Gerusalemme celeste, Rimini, il Cerchio, 2012, pp. 102, € 16.

Come spesso, Cardini prende spunto da un momento o da un personaggio  storico noti e ne offre una lettura per molti versi inedita, e però necessaria nella sua evidenza. Così è stato per i suoi contributi sulle Crociate (Templari compresi), sulla figura di Francesco d’Assisi, sui pellegrinaggi medioevali, sulle relazioni tra Europa e Islam, e su molto altro ancora. In questo lavoro l’indagine, che muove da una celebre predica di san Bernardino, si allarga subito allo snodo rappresentato dalla psicomachia, intesa come genere letterario. Dai Sette contro Tebe di Eschilo, passando per Stazio e quindi alla Psychomachia di Prudenzio, il rapporto tra il cristiano e la violenza bellica, metaforica o meno, è indagato ad ampio raggio, servendosi di esempi iconografici, antropologici, letterari e teologici. La ricchezza dei riferimenti culturali, la lucidità dell’analisi e, non ultime, le notevoli doti divulgative dell’autore rendono il volume particolarmente godibile. b.s.

 

Marina Montesano, Da Figline a Gerusalemme. Viaggio del prete Michele in Egitto e in Terrasanta (1489-1490). Con il testo originale del viaggio di ser Michele, Roma, Viella, 2010 («Valdarno medievale. Studi e fonti»), pp. 188, € 20.

Da qualche anno, anche i resoconti dei pellegrini italiani in Terrasanta, sempre molto vivaci e spesso affascinanti, godono di un crescente interesse. Marina Montesano ha studiato con attenzione uno di questi racconti, cioè il notevole viaggio di prete Michele da Figline a Gerusalemme, previo imbarco a Venezia, e ritorno tra il maggio 1489 e il gennaio 1490. L’ampia introduzione storica (Michele da Figline e Zanobi da Lavacchio: pp. 11-43) è seguita dall’edizione del testo, fin qui inedito e conservato da un ms., forse ancora quattrocentesco, della Riccardiana: una copia − ricca di abbreviazioni quasi stenografiche (quan per quando, iso per isola ecc.) e di errori (cani per cavi, a morte inditato per a m. iudicato, monte Maria per m. Moria…) − del perduto originale (Il viaggio di ser Michele: pp. 46-166). Il tutto è corredato da un adeguato commento, da una bibliografia, da preziosi indici dei nomi e dei luoghi. p.t.

 

Elena Bonora, Roma 1564: La congiura contro il Papa, Roma-Bari, Laterza, 2011, pp. 228, € 20.

L’ultimo lavoro di Bonora, che prosegue le sue ricerche sull’universo controriformistico, riesamina originalmente una pagina relativamente nota nella storia della Roma di Pio IV: il tentativo di assassinare il pontefice da parte di un “commando” di nobili decaduti capitanati da Benedetto Accolti. Bonora sottrae la congiura ai semplicistici tentativi di interpretazione precedentemente adottati: né deliri di un folle, né conflitti interni alla Chiesa. Esaminando minuziosamente gli atti processuali, e contestualizzando gli episodi e i protagonisti, mostra anzi come la congiura fosse emblematica del clima che si respirava tra le strade dell’Urbe. Una Roma dove al millenarismo − l’attesa del papa angelico − e ai fermenti ereticali si sommavano la strisciante, diffusa insoddisfazione di un ceto nobiliare senza più feudi  né prospettive (il terremoto delle guerre d’Italia aveva stravolto consolidati equilibri);  ma anche l’instabilità sociale e i violenti cambiamenti politici rispetto al pontificato di Paolo IV («coloro che sotto Paolo IV avevano torturato… furono a loro volta torturati sotto il suo successore»). b.s.

 

Eugenio Canone, L’argomento degli Eroici Furori di Bruno, Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 2012, pp. VIII, 120 («Bruniana & Campanelliana», Supplementi, XXXI – Materiali, 6), € 34,00.

Dei dialoghi italiani, «edificio della nolana filosofia», gli Eroici Furori sono l’ultimo di sei libri, pubblicato in Inghilterra da Giordano Bruno prima di lasciare Londra, nel 1585, per Parigi. Bruno elogia l’isola, i suoi abitanti di animo nobile, le dame e la regina, e in generale l’ospitalità, rivolgendosi all’amico Philip Sidney. Nonostante la difficile temperie politico-religiosa, gli anni londinesi furono molto proficui per Bruno, e gli Eroici Furori rappresentano il suo grato congedo dal «temperato cielo de l’isola Britannica». Eugenio Canone pubblica qui l’Argomento sopra l’opera, corredato da un commento ricchissimo e puntuale, filosofico e culturale a tutto tondo, e fornito di una bibliografia aggiornata. Di particolare rilievo sono i riscontri intertestuali con altre opere di Bruno e con altri filosofi, contemporanei oppure ispiratori dell’opera del Nolano. f.r.

 

PAOLO TROVATO insegna Storia della lingua italiana all’Università di Ferrara, condirige la rivista «Filologia italiana» e, con Franco Cardini, la collana «Storie e linguaggi» (Libreriauniversitaria.it) . Tra i suoi lavori principali: Con ogni diligenza corretto. La stampa e le revisioni editoriali dei testi letterari italiani (1470-1570), il Mulino 1991 (rist. UnifePress 2009); Storia della lingua italiana. Il primo Cinquecento, il Mulino 1994 (rist. ibreriauniversitaria.it, 2011) e l’edizione critica della prima Cortigiana (1525) di Pietro Aretino (Salerno ed. 2009). Sta curando, con Elisabetta Tonello, Nuove prospettive sulla tradizione della Commedia. II, Studi 2007-2012, una raccolta che prelude a una innovativa edizione critica e commentata del poema dantesco. 

 

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