Darryl Pinckney

La polizia americana e le vite dei neri

da ''The New York Review of Books''
ATTUALITÀ: Lo scrittore Darryl Pinckney, commenta i numerosi casi di uccisioni di persone di colore da parte della polizia americana. Casi, scrive Pinckney, che hanno assunto una nuova rilevanza grazie ai social media, che hanno rimosso i filtri che impedivano all'America bianca di vedere il razzismo del loro Paese, proteggendo così anche la polizia.
 
Una manifestazione del gruppo Black Lives Matter

Una manifestazione del gruppo Black Lives Matter

La gente di colore in America è sotto sorveglianza fin dal diciassettesimo secolo, quando gli africani ridotti in schiavitù furono obbligati a lavorare nelle piantagioni di tabacco e di riso negli stati del Sud. La legge delle colonie fece subito distinzione tra servi a contratto e schiavi, e nel fare ciò inventò l’essere bianchi in America. Sarebbe stato possibile per un africano libero o per una persona di razza mista possedere degli schiavi, ma non sarebbe stato possibile per un europeo essere ridotto in schiavitù. La distinzione ha contribuito a impedire che neri e bianchi poveri identificassero una causa comune.

Le slave patrols (le ronde degli schiavi)1 che ebbero origine nel diciassettesimo secolo erano in gran parte formate da bianchi poveri – paterollers, venivano chiamati i membri delle ronde. Fermare, perseguitare, frustrare, offendere o uccidere la gente di colore era sia il loro dovere che la loro ricompensa, la visione di sé stessi come bianchi, qualcosa che li univa ai bianchi delle classi superiori. Naturalmente il vero scopo di questi ultimi era quello di monitorare e sopprimere la capacità di ribellione degli schiavi. Mentre le milizie delle colonie affrontavano gli indiani, i paterollers tenevano sotto controllo la gente di colore.

Un'incisione del 1839 che ritrare uno schiavo fuggitivo catturato da una slave patrol

Un’incisione del 1839 che ritrae uno schiavo fuggitivo catturato da una slave patrol

Le forze di polizia nel Nord del Paese potranno essere state create sul modello di Sir Robert Peel2 attuato a Londra, ma come tipo di lavoro connesso alla politica cittadina, quello del poliziotto, da Boston a Chicago, essendo spesso irlandese, aveva conosciuto anch’esso il disprezzo al suo arrivo in America. Il fatto che vivessero vicino o insieme a gente di colore diceva loro quanto fossero in basso nella scala sociale americana. In ogni città gli irlandesi lottarono con i loro vicini più prossimi, la gente di colore, per poter essere riconosciuti come americani e per tenere sotto controllo i neri al di sotto di loro. Nel Nord e nel Sud del Paese, alla polizia si affidava il compito di mantenere lo status quo, di controllare una forza lavoro sconosciuta che veniva temuta.

I bianchi del sud durante il periodo della Ricostruzione3 erano infastiditi dal fatto che agenti polizia di colore potessero arrestare un bianco. La Redenzione4, che costituì il trionfo della supremazia bianca, eliminò di fatto gli agenti di polizia di colore. Nel libro Black Police in America (1996) di W. Marvin Dulaney, la storia dei neri nelle forze di polizia americane fino agli anni ’70 del ‘900 è una storia di concessioni puramente simboliche e di sospetto da parte dei colleghi bianchi.

Nel contempo, le forze di polizia e la loro relazione con le persone di colore in generale è stata una lunga storia di polarizzazione fra l’essere bianchi e l’essere neri. Quando nel 1967 Carl Stokes, l’appena eletto sindaco di Cleveland che aveva vinto grazie al voto di elettori sia bianchi che neri, assegnò solo agenti di polizia di colore e nessun bianco ai distretti neri della città che avevano sperimentato le rivolte, gli agenti di polizia bianchi ne furono indignati. Cosa era stato sottratto loro dal sindaco?

Scontri durante la rivolta di Detroit, luglio 1967

Scontri durante la rivolta di Detroit, luglio 1967

Negli anni ’60, ogni estate veniva detto alla nazione di prepararsi a una stagione di disordini urbani, la maggior parte di questi, come ricordato nel saggio di Jill Nelson Police Brutality (2000), innescati da scontri tra agenti di polizia e persone di colore. Ci sono nomi di vittime del passato uccise dalla polizia che abbiamo dimenticato, e ci sono anche nomi che a citare fanno rabbrividire: Eleanor Bumpurs, colpita a morte con armi da fuoco dalla polizia a New York City nel 1984 perché «era robusta e brandiva un coltello per il burro». Ma a partire da quando Twitter ha mantenuto l’attenzione sul cadavere di Michael Brown a Ferguson, Missouri, nell’estate del 2014, sia la scorsa estate e ancora questa estate, non ci sono più stati né negazione né oblio. I social media hanno rimosso i filtri che un tempo proteggevano l’America bianca da quello che non voleva vedere, filtri che proteggevano allo stesso tempo anche la polizia. Anziché chiamare il 911, l’America nera oggi tira fuori i suoi smartphone per documentare le azioni delle squadre della morte che potrebbero apparire digitando il 911.

Baltimora, 27 aprile 2015, scontri tra manifestanti e polizia in seguito alla morte di Freddie Gray

Baltimora, 27 aprile 2015, scontri tra manifestanti e polizia in seguito alla morte di Freddie Gray

La telecamera ha fatto la differenza. Una telecamera può significare che non c’è dubbio su ciò che è successo. A Feidin Santana è proprio successo di essere dov’era con il suo cellulare nel momento in cui Walter Scott è stato ucciso a North Charleston, South Carolina, il 4 aprile 2015. Sulla dash cam5 della macchina della polizia vediamo Scott uscire dalla Mercedes nera con la luce dello stop presumibilmente rotta e correre. Poi vediamo, nel video di Santana, Michael Slager sparare otto colpi di pistola alla schiena di Scott. Non vediamo Scott che cerca di afferrare il taser, la pistola elettrica, di Slager, come Slager ha affermato.

A Baton Rouge, Louisiana, il 5 luglio di quest’anno, due cellulari hanno ripreso due poliziotti che sbattevano a terra Alton Sterling da una macchina parcheggiata davanti a un minimarket. Il filmato di uno dei due cellulari si interrompe quando uno dei due poliziotti grida «Pistola» e si sentono diversi spari. La donna che sta filmando dalla sua auto si abbassa per nascondersi e la sentiamo urlare. Ma l’altro cellulare, usato dal proprietario del minimarket, non si interrompe. Riprende un agente mentre rimuove qualcosa dalla tasca di Sterling dopo che è morto. Una delle cose che dovrebbero essere definite è dove fosse la sua pistola prima che l’uomo venisse colpito.

Brendon Jenkins, o “Jinx”, presentatore di colore dalla voce affascinante della testata giornalistica online ‘Complex News’, ha riferito che nel possedere un’arma Sterling stava violando la legge sulla libertà vigilata, dati i suoi precedenti – e ha dato questa informazione alla polizia, ha aggiunto Jinx, nello spirito di trasparenza che sperava avrebbe mostrato anche la polizia di Baton Rouge. Il proprietario del negozio, il cui filmato delle telecamere a circuito chiuso è stato acquisito dalla polizia, ha detto che Sterling si era procurato un’arma perché i venditori ambulanti di CD, quale lui era, erano stati rapinati da poco nel quartiere. Jinx ha anche detto che i due agenti di polizia bianchi, Blane Salamoni, con quattro anni di servizio e Howie Lake, con tre anni di servizio, ora in congedo retribuito, avrebbero detto di essersi sentiti giustificati a sparare. Gli agenti hanno detto che le body cam6 che indossavano erano cadute o messe fuori uso durante la lotta.

Il 6 luglio, Diamond “Lavish” Reynolds era online su Facebook pochi attimi dopo che il suo fidanzato, Philando Castile, era stato colpito da quattro o cinque colpi di pistola a Falcon Heights, Minnesota, fuori St. Paul, e, con la figlia di quattro anni sul sedile posteriore che la consolava, è diventata una sorta di stazione televisiva dall’auto:

Stava cercando di tirare fuori la sua carta di identità dalla tasca e ha fatto sapere al poliziotto che stava…, che aveva una pistola, e stava per prendere il portafoglio e l’agente gli ha sparato al braccio… Per favore, Gesù, dimmi che non è morto. Per favore, agente, mi dica che non ha fatto quello che gli ha appena fatto...
Fotogramma tratto dal video girato dalla compagna di Philando Castile

Fotogramma tratto dal video girato dalla compagna di Philando Castile

In seguito sarebbe emerso che Philando Castile negli ultimi quattordici anni era stato fermato cinquantadue volte dalla polizia, quindi sapeva come comportarsi durante un fermo di polizia. Aveva anche ricevuto la sbalorditiva cifra di 6.000 dollari in multe.

La famiglia Castile ha preteso che il filmato della dash cam della polizia venisse pubblicato, così come il nome dell’agente di polizia – Jeronimo Yanez («Cinese», lo aveva definito la Reynolds) che era in forze alla polizia di St. Anthony, Minnesota, da circa quattro anni (perché il corrispondente della CNN Chris Cuomo si rivolge a membri della famiglia Castile più vecchi di lui chiamandoli per nome? I giovani bianchi non sempre capiscono quanto ciò possa sembrare più irrispettoso che amichevole agli occhi delle persone anziane di colore).

Nel video sulla pagina Facebook della Reynolds, il panico e l’impreparazione sono evidenti nelle urla che si possono sentire dell’agente Yanez. Sta ancora puntando la pistola verso il finestrino del guidatore mentre Castile, stimato direttore di una mensa scolastica, giace morente. Continua a rimproverare la sua vittima. La Reynolds sapeva istintivamente cosa esigesse l’autorità e si è rivolta più volte al bianco che le aveva appena rovinato la vita con il termine «signore». «Gli ha sparato quattro volte, signore». Dopo che la Reynolds è stata portata fuori dall’auto in manette, e il suo telefono è per terra, si può sentire Yanez urlare «Cazzo!». Molte delle uccisioni degli ultimi tre anni sembrano avere al loro centro la furia di questi agenti di polizia a cui si sono opposti uomini di colore, che sono stati da loro sfidati, che non sono stati rispettati.

Un detective di New York City in pensione, agente di colore ed ex marine, mi ha spiegato lo scorso anno, durante l’anniversario dell’omicidio di Michael Brown a Ferguson, Missouri, che la maggior parte degli agenti di polizia non vuole che qualcosa vada storto. La prima cosa che succede loro, ha detto, è che vengono tolti dalle strade, messi in congedo o dietro una scrivania e non possono più fare straordinari. Inoltre, i tuoi colleghi non vogliono lavorare con te perché sei diventato un problema. La maggior parte degli agenti nel corso della loro carriera non utilizza le armi durante l’adempimento del suo lavoro. Quando lo fanno, ciò che succede non dipende dall’addestramento che spesso è di diversi anni prima e durato solo qualche settimana. Dipende dal carattere individuale dell’agente, come lei o lui reagisce a un’emergenza.

Fino a poco tempo fa, i gran giurì erano riluttanti a incriminare agenti di polizia coinvolti in sparatorie e quando lo facevano, le giurie popolari tendevano ad emettere doverosi verdetti di non colpevolezza. Gli attivisti di colore avevano sperato che poliziotti bianchi mandati in galera per l’uccisione di uomini di colore disarmati avrebbero agito da deterrente. Nel 2014, l’agente Jason Blackwelder è stato condannato per omicidio colposo a Conore, Texas, per la morte di Russel Rios, di diciannove anni. Blackwelder è stato espulso dalla polizia, perché un pregiudicato non può farne parte, ma non è stato incarcerato. Ha ricevuto una condanna a cinque anni con la libertà vigilata. Non c’era il video del crimine per il quale era stato processato, ma le prove portate al processo – Rios era stato colpito alla nuca – contraddicevano la versione del poliziotto.

La comunità nera di Baltimora si è ribellata in seguito alla morte di Freddie Gray, il 19 aprile 2015, in seguito alle lesioni alla spina dorsale subite mentre era sotto custodia in un furgone della polizia. Tre dei sei agenti accusati erano bianchi; tre erano di colore. Uno di loro è stato assolto dalle accuse di aggressione, comportamento irresponsabile e cattiva condotta; un errore giudiziario ha portato all’annullamento del processo per un altro agente. Quattro sono in attesa del processo. Nel video del suo violento arresto, Gray sta urlando e l’uomo che sta filmando chiede urlando alla polizia perché stiano «usando il taser su di lui in quel modo».

La telecamera posta sul taser dell’agente Lisa Mearkle ha registrato l’uccisione con arma da fuoco di David Kassick, un bianco, mentre era a faccia in giù nella neve a Hummelstown, Pennsylvania nel 2015. Non tutti gli agenti coinvolti in abusi della polizia sono maschi. Lei è stata assolta.

Laquan McDonald

Laquan McDonald

L’uccisione di Laquan McDonald, di diciassette anni, a Chicago nel 2014, ripresa dalla dash cam di un auto della polizia è stata talmente orribile che il tribunale ha ordinato che la polizia pubblicasse il filmato. L’agente che ha sparato è fuori campo, ma è possibile vedere gli sbuffi di fumo di alcune delle sedici pallottole sparate a McDonald e la strada intorno a lui in cui giace. Dopo sedici secondi, l’agente Jason Van Dyke entra in campo e allontana con un calcio quello che probabilmente è il coltello che McDonald teneva in mano. Il caso è stato affidato a un procuratore speciale. È ironico che dopo tanti anni di ostilità all’idea che noi si sia sotto costante sorveglianza, non solo ora accettiamo le telecamere, ma siamo anche a favore della democratizzazione della sorveglianza.

La polizia può ora essere messa sotto accusa, eppure l’omicidio di uomini di colore, armati o disarmati, nelle mani della polizia non si è fermato. Proprio come i viscidi che vogliono molestare i bambini provano ad avere lavori che gli diano accesso e autorità sui bambini, allo stesso modo gli sfigati che vogliono comandare tutti a bacchetta e intimidire le persone con impunità sono spesso attirate da lavori come quello del poliziotto. «Il modo migliore di affrontare la cattiva condotta della polizia è quello di prevenirla con i metodi efficaci della selezione, dell’addestramento e della supervisione del personale», raccomandava il presidente della Crime Commission Record nel 1968.

Giurisdizioni come quella di Ferguson, Missouri, sanno chi sono i loro agenti problematici. Sono quelli che accumulano storie di incidenti razziali. Arrivano già lì con questa fama. È tempo di fargli diventare più difficile diventare un poliziotto. Gli inadatti per questo lavoro sono un fardello per coloro che invece sono bravi. I video delle uccisioni da parte della polizia aiutano anche a spiegare quei casi dubbi in cui non c’è nessun testimone casuale. I filmati mostrano non solo la sete di sangue, il razzismo illegale o la cultura del pistolero solitario presente in molte teste di poliziotti, ma anche incompetenza.

Nakia Jones, madre e poliziotta di Warrensville Heights, fuori Cleveland, in un suo toccante post su Facebook, “I wear blue” (“Io indosso il blu”7), dice agli altri agenti che se hanno paura del luogo in cui lavorano, se si sentono come Dio, allora non hanno motivo di provare a fare i poliziotti in quei quartieri. Hanno bisogno di togliersi l’uniforme:

Se sei bianco e lavori in una comunità di colore e sei un razzista, ti devi vergognare di te stesso. Ti sei alzato e hai prestato un giuramento. Se questo non è il posto in cui vuoi lavorare devi portare il tuo culo da qualche altra parte.

La passione dell’agente Jones ricorda quella di Fannie Lou Hamer del Mississippi Freedom Democratic Party8 nel 1964. Jones ha anche chiesto agli uomini di colore di posare le pistole, di smetterla di uccidersi tra di loro e di essere degli esempi per i giovani di colore.

Le telecamere hanno accelerato la decriminalizzazione dell’immagine dei neri nella cultura americana. Gli uomini di colore che stanno per perdere la vita in questi video non sembrano delle minacce o membri di una classe criminale; e abbiamo visto e ascoltato il Presidente Obama ogni giorno. Il modello dello spot di Willie Horton9 non si ripeterà e quelli che cercando di usare vecchie calunnie razziste come armi politiche riescono solo ad apparire come caricature. Il razzista non è una figura attraente nella cultura americana, ecco perché certe persone arrivano a questi livelli per raggiungere in maniera subdola obbiettivi razzisti.

New York, un giovane di colore durante uno 'stop and frisk'

New York, un giovane di colore durante uno ‘stop and frisk’

Inoltre, così come si è constatata la presenza di strati nell’identità nera, allo stesso modo la maggioranza dei giovani bianchi potrebbe sentirsi a disagio con un’identità razziale che tutela dei privilegi che sono divenuti dannosi per il benessere generale. Anche loro vogliono un’identità fluida, un nuovo modo di essere bianchi. Per loro intimidire e imprigionare la popolazione maschile urbana di colore è inaccettabile come compito della nostra polizia. Prima di Black Lives Matter, c’era Occupy Wall Street, che, a Zuccotti Park nel centro di Manhattan, ha visto una significativa presenza di persone di colore, grazie alla partecipazione dei sindacati e dei campus in cui vi è integrazione. Le grandi manifestazioni contro la Guerra in Iraq non hanno avuto effetti e in molti sono rimasti a casa, scoraggiati, per anni. Ma il movimento Occupy ha riaperto la strada con la piattaforma da cui problemi marginali possono essere proiettati nella coscienza di tutti.

Il ‘Washington Post’ nel giugno del 2015 ha riferito che 385 persone sono state uccise dalla polizia nei primi cinque mesi di quell’anno, la maggior parte di loro erano disarmate, molte di loro con problemi mentali. Il ‘Post’ inoltre ha riferito che due terzi delle vittime nere e ispaniche erano disarmate. Un sito web, ‘Mapping Police Violence’, mostra le foto, le storie e le sentenze dei 102 casi durante quel periodo di cinque mesi in cui persone di colore disarmate sono state uccise. Un altro sito, ‘The Counted’, supportato dal ‘Guardian’, consente di avere una traccia quotidiana delle 569 persone uccise finora dalla polizia nel 2016, e di chi erano queste persone.

Inoltre, alcuni libri importanti negli ultimi anni hanno avuto una notevole influenza – lavori sul racial profiling10, sullo stop and frisk11, sulle pratiche discriminatorie delle sentenze, sulla sproporzione della popolazione carceraria di colore, sulla redditività dell’industria carceraria, sul disastro delirante della guerra alla droga e il doppio livello di tutele che viene applicato quando si parla di razza e di classe sociale in rapporto alla legge. Un quarto dei carcerati del mondo intero si trova negli Stati Uniti. Riformare il sistema di giustizia penale è una questione di primaria importanza.

La retorica politica di un certo tipo – l’assurda idea che le proteste contro la polizia porteranno in qualche modo a tassi più alti di reati – è scontata e primitiva e alcuni dei contraccolpi che stiamo sentendo sono il frutto della frustrazione, sono il lamento dell’ordine morente. D’altra parte, il recente sondaggio del Pew Center12 dice che vi è una grande disparità fra le risposte dei bianchi e dei neri quando si parla del sostegno alla polizia. Gli scioperi bianchi sul lavoro, la dimostrazione di una solidarietà tribale ai funerali della polizia, può far apparire i poliziotti come quei bulli a cui dà fastidio essere criticati, ma rimane il fatto che loro hanno armi mortali e il diritto di usarle. Le uccisioni da parte della polizia dovrebbero essere esaminate come parte di una minaccia sociale più vasta di avere in giro troppe pistole e ancora più persone a cui piacciono le pistole.

Le pratiche della polizia hanno portato alla violazione del Quarto13 e del Primo Emendamento14, ma il Secondo Emendamento15 per le persone di colore è letteralmente un invito alla persecuzione. Nel 1966, vedere uomini di colore con fucili sui gradini del Campidoglio della California spinse la polizia di stato e l’FBI a distruggere le Pantere Nere. Gli uomini di colore che sono arrivati alla marcia di Dallas di Black Lives Matter il 7 luglio in uniformi mimetiche, con i loro fucili, hanno messo a rischio le loro vite e probabilmente quelle delle persone attorno a loro. Credi di essere un simbolo, ma sei solo un bersaglio. Quando è iniziata la sparatoria, queste persone sono scappate come tutti gli altri, e la vista di diverse persone di colore armate ha portato la polizia a credere che ci fosse più di un cecchino e che stessero sparando da un edificio alto e non da dentro un garage.

Poliziotti si riparano durante la sparatoria di Dallas, 7 luglio 2016

Poliziotti si riparano durante la sparatoria di Dallas, 7 luglio 2016

Brent Thompson, Patrick Zamarripa, Michael Krol, Michael Smith e Lorne Ahrens non erano gli agenti di polizia bianchi che avevano ucciso Alton Sterling o Philando Castile, ma l’assassino di questi cinque poliziotti, Micah Johnson, un uomo di colore, riteneva che lo sarebbero potuti essere, loro e gli altri sette agenti che ha ferito alla marcia di Dallas di Black Lives Matter il 7 luglio. Oppure ha deciso che dovevano pagare in ogni caso per quelle morti. Lui è lo sfortunato ex soldato che lamenta un torto subito, l’utilitarista suicida. È sgradevole ridurre delle morti al livello di una strategia, ma Micah Johnson ha dato agli oppositori di Black Lives Matter l’occasione di fingere che esista una parità tra gli uomini di colore e i poliziotti bianchi come potenziali vittime di violenza razziale.

Il capo della polizia di Dallas, David O. Brown, un uomo di colore, padre di un figlio che ha ucciso un poliziotto e che è stato a sua volta ucciso nella sparatoria che ne conseguì, ha spiegato durante la conferenza stampa che Johnson ha detto che voleva uccidere degli agenti bianchi. In realtà alcuni poliziotti bianchi hanno difeso i manifestanti di colore da lui.

Alcuni giovani di colore dicono di averne abbastanza al punto di tirare fuori la pistola. In “16 Shots”, la sua risposta all’uccisione da parte della polizia di Laquan McDonald a Chicago, il rapper Vic Mensa mette in guardia:

Non è divertente quando il coniglio prende la pistola.
Quando tiro fuori il ferro la polizia farebbe meglio a correre.

Ma non abbiamo bisogno di fautori della vendetta violenta.

Le proteste vanno avanti, senza interruzione. La risposta di Black Lives Matter alle uccisioni di Dallas è stata decisiva e straziante: «Questa è una tragedia, sia per coloro che sono stati colpiti dall’attentato di ieri che per la nostra democrazia». Dignità, non morte.

 

1 Gruppi di bianchi che controllavano il lavoro e il comportamento degli schiavi negli stati del Sud. Fra i loro compiti c’era anche quello di recuperare gli schiavi fuggiti. N.d.R.

2 Robert Peel (1788-850) politico britannico e membro del Partito Conservatore, del quale fu capo di una fazione nota come Peelites dal suo nome. Fu Segretario di Stato per l’Interno durante il regno di Giorgio IV. In seguito, fu Primo ministro del Regno Unito due volte: dal 10 dicembre 1834 all’8 aprile 1835 e dal 30 agosto 1841 al 29 giugno 1846.Nel 1829 creò la Civilian Metropolitan Force, i cui componenti sono meglio noti come Bobbies (dal nome Robert). Peel attuò inoltre una riforma della Giustizia, che prevedeva una drastica riduzione delle pene, tempi rapidi dei procedimenti e limitava la pena capitale al solo reato di omicidio. N.d.R.

3 Il periodo successivo alla Guerra Civile  americana in cui gli stati del Sud, che avevano aderito alla Confederazione, vennero reintegrati nell’Unione. N.d.R.

4 Movimento suprematista bianco che si opponeva alle politiche attuate negli stati del Sud durante l’era della Ricostruzione, in particolare all’abolizione della schiavitù. N.d.R.

5 È una telecamera applicabile sul parabrezza dei veicoli al fine di registrare gli eventi che accadono all’esterno della vettura nella direzione in cui tale dispositivo è rivolto. N.d.R.

6 Piccole telecamere poste sulle divise indossate dagli agenti. Negli Stati Uniti non è obbligatorio l’utilizzo delle body cam da parte delle forze di polizia per documentare le loro azioni, la scelta sull’utilizzo di questi dispositivi è a discrezione dei singoli dipartimenti di polizia. N.d.R.

7 Riferimento al colore delle divise indossate dai poliziotti statunitensi. N.d.R.

8 Partito politico attivo dal 1964 al 1968 formato da attivisti (sia bianchi che di colore) per i diritti civili. N.d.R.

9 L’autore fa riferimento al caso Willie Horton, un criminale afroamericano. Nel 1987 Horton si trovava da più di 10 anni nel carcere Northeastern Correctional Center in Massachusetts, dove scontava l’ergastolo per l’uccisione di un benzinaio durante una rapina avvenuta nel 1974. Nell’aprile di quell’anno, mentre si trovava fuori dal carcere per un permesso della durata di due giorni, Horton stuprò e uccise una donna e derubò e uccise il compagno della vittima. Horton si trovava fuori dal carcere nell’ambito di una campagna promossa dal governatore del Massachusetts Michael Dukakis, per il reinserimento dei pregiudicati, dando ad alcuni di loro il permesso di uscire dal carcere durante il fine settimana per lo svolgimento di lavori socialmente utili. Il caso fu utilizzato durante la campagna per le presidenziali del 1988 dal candidato repubblicano George Bush, contro Dukakis, candidato democratico. Lo staff di Bush confezionò uno spot elettorale in cui si parlava del caso Horton, accusando Dukakis di essere troppo morbido con i criminali. Sebbene lo spot non fu determinante per l’elezione di Bush, suscitò grande scalpore e fu da molti accusato di essere razzista, in quanto rafforzava la visione negativa delle persone di colore in America. N.d.R.

10 Termine che si riferisce al peso decisivo di fattori razziali o etnici nel determinare l’azione portata da parte delle forze dell’ordine nei confronti di un individuo (per esempio un controllo o un arresto). Per approfondire si veda ‘451’ n°11, Darryl Pinckney, Il razzismo è duro a morire. N.d.R.

11 Letteralmente “ferma e perquisisci”, pratica che consente alla polizia di fermare e perquisire chiunque ritenga avere un atteggiamento sospetto. Da molti viene ritenuta una pratica razzista, visto che la maggior parte delle persone fermate sono di origine ispanica o afroamericana. Per approfondire si veda ‘451’ n° 34, David Cole, Come fermare l’ingiustizia razziale. N.d.R.

12 Il Pew Research Center (Centro di ricerca Pew) è un centro di ricerca statunitense con sede a Washington che fornisce informazioni su problemi sociali, opinione pubblica, andamenti demografici sugli Stati Uniti ed il mondo in generale. Conduce sondaggi tra l’opinione pubblica, ricerche demografiche, analisi sul contenuto dei media, e altre ricerche nel campo delle scienze sociali empiriche. Non prende esplicitamente posizioni politiche. N.d.R.

13 Il quarto emendamento della Costituzione degli Stati Uniti difende i cittadini da perquisizioni, arresti e confische irragionevoli. N.d.R.

14 L’emendamento garantisce la terzietà della legge rispetto al culto della religione e il suo libero esercizio, nonché la libertà di parola e stampa; il diritto di riunirsi pacificamente; e il diritto di appellarsi al governo per correggere i torti. N.d.R.

15 L’emendamento che garantisce il diritto dei cittadini di possedere armi. N.d.R.

 

DARRYL PINCKNEY, è un romanziere, drammaturgo e saggista americano. È autore di High Cotton (Faber and Faber, 1993), Out of There: Mavericks of Black Literature (Basic Civitas Books, 2002), Blackballed: The Black Vote and US Democracy (New York Review of Books, 2014) e Black Deutschland (Farrar, Straus and Giroux, 2016). Scrive su ‘The New York Review of Books’, ‘Granta’, ‘Slate’ e ‘The Nation’.
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