Michael Massing

Come si dovrebbe informare sull’uno per cento più ricco

da ''The New York Review of Books''
POLITICA & SOCIETÀ: Seconda parte dell'inchiesta di Michael Massing sui modi in cui i super-ricchi influenzano la vita pubblica americana. Questa volta il giornalista si concentra sulle attività filantropiche dei miliardari e propone un nuovo sito web che si occupi di informare sulle attività dell'uno per cento più ricco della popolazione mondiale.

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Mentre la concentrazione della ricchezza in America è cresciuta, anche la portata della filantropia è cresciuta. Oggi, questa attività è uno dei mezzi principali con cui i superricchi non solo “restituiscono quello che hanno ricevuto” (come hanno fatto tradizionalmente negli Stati Uniti seguendo il principio secondo cui i superricchi devono restituire alla società parte di ciò che hanno da essa ricevuto) ma con cui esercitano anche il loro potere di pressione culturale e politica. Questo aspetto non ha però ricevuto l’attenzione che merita. Come ho provato a dimostrare nel precedente articolo, la tecnologia digitale offre ai giornalisti nuovi modi per occuparsi del mondo del denaro e del potere in America1, e questo è vero soprattutto quando si parla di filantropia.

Nel corso degli ultimi quindici anni, il numero delle fondazioni con un patrimonio di un miliardo di dollari o più è raddoppiato, arrivando a più di ottanta. Una porzione significativa di questo denaro va a cause tradizionali come le università, i musei, gli ospedali e le organizzazioni benefiche locali. Inutile dire che tale generosità fa del bene. Il settore filantropico negli Stati Uniti è ben più dinamico di quanto non sia, diciamo, in Europa e ciò è dovuto in parte alle detrazioni fiscali consentite dalla legislazione americana per le donazioni benefiche. A differenza dell’Europa, dove le istituzioni culturali dipendono in gran parte da aiuti di stato, in America si affidano principalmente a donatori privati. Una tassa deducibile per tali contributi, comunque, significa in ogni caso che questo donare è finanziato dai contribuenti americani. Ogni anno, circa 40 miliardi di dollari vengono deviati da fondi pubblici verso donazioni di beneficenza. Questo rende l’obbligo di trasparenza ancora più pressante. Così come il fatto che molti dei filantropi di oggi hanno un approccio più “militante” di quanto non avessero in passato. Molti di questi oggi sono ex manager di fondi di investimento, dirigenti di società di private equity e imprenditori tecnologici che, dopo aver fatto fortuna a Wall Street o nella Silicon Valley, ora cercano di applicare le loro competenze ai problemi sociali. Piuttosto che firmare semplicemente assegni per istituzioni esistenti, questi “filantrocapitalisti”, come vengono spesso chiamati, cercano aggressivamente di “indirizzare” le loro operazioni.

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