Freeman Dyson

Richard Feynman, un fisico anticonformista

da ''The New York Review of Books''

Lawrence M. Krauss, L’uomo dei quanti. La vita scientifica di Richard Feynman, allegato della rivista ‘Le Scienze’, maggio 2011, pp. 269

Jim Ottaviani, Feynman, illustrazioni di Leland Myrick e colore di Hilary Sycamore, New York, First Second, pp. 266, $ 29,99


SCIENZA E STORIA. Tanto singolare e curioso da diventare un fumetto. Le sue battute, i suoi motti di spirito e le piccole e grandi vicende cui è legato restano talmente tanto impresse che Jim Ottaviani ne ha ricavato delle strisce. Richard Feynman è stato un fisico, matematico e scienziato dalle straordinarie doti; brillante e preparato nel suo campo, è stato protagonista di importanti momenti della storia, come il disastro al lancio del 1986 del Challenger. Freeman Dyson ripercorre la sua vita, traccia un ritratto fedele e accurato di questo curioso scienziato, presentandoci il fumetto di Jim Ottaviani e la biografia, uscita per ‘Le Scienze’, scritta da Krauss.

Negli ultimi cento anni, da quando la radio e la televisione hanno creato l’industria dell’intrattenimento di massa su scala mondiale, sono emerse due superstar della scienza: Albert Einstein e Stephen Hawking1. Luci più fioche come Carl Sagan o Neil Tyson, o come Richard Dawkins, hanno un grande seguito di pubblico, ma appartengono a una categoria diversa da Einstein o da Hawking. Sagan, Tyson e Dawkins hanno un seguito di fan che sa cogliere il loro messaggio e si entusiasma alla loro scienza. I fan di Einstein e di Hawking invece capiscono poco o nulla di scienza ma sono piuttosto ammaliati dalla loro personalità. Complessivamente, il pubblico manifesta buon gusto nella scelta degli idoli. Einstein e Hawking si sono conquistati il prestigio di superstar, oltre che per i rispettivi meriti scientifici, anche per le qualità umane fuori dal comune. Entrambi interpretano bene il ruolo di icona, rispondendo alla adorazione del pubblico con modestia e amabilità e con affermazioni provocatorie calcolate per destare l’attenzione. Entrambi hanno dedicato la vita a una lotta senza compromessi per penetrare nei misteri più profondi della natura, e ambedue si erano ritagliati del tempo per occuparsi dei problemi della gente. Quella stessa gente li ha giustamente considerati autentici eroi, amici dell’umanità, oltre che maghi della scienza. Oggi due nuovi libri sollevano il problema se stia elevandosi a ruolo di superstar Richard Feynman. Si tratta di due pubblicazioni molto differenti per stile e contenuto. Il libro di Lawrence Krauss, L’uomo dei quanti, è il racconto della vita di Feynman scienziato, che tralascia senza difficoltà le sue avventure personali già messe in luce in biografie precedenti. Krauss spiega con un linguaggio privo di tecnicismi il nucleo essenziale del pensiero di Feynman. A differenza dei biografi precedenti, egli introduce il lettore nella mente di Feynman e ricostruisce il quadro della natura come lo vedeva lui. È un nuovo genere di storia scientifica e Krauss ha le carte in regola per scriverla essendo un fisico esperto e un divulgatore scientifico di talento. L’uomo dei quanti ci mostra il lato della personalità di Feynman rimasto più nell’ombra per molti suoi ammiratori, il silenzioso e tenace calcolatore che lavorava intensamente giorno e notte per svelare i meccanismi della natura. L’altro libro, opera dello scrittore Jim Ottaviani e dell’artista Leland Myrick, è molto differente. Si tratta di una biografia a fumetti di Feynman, che contiene 266 pagine di immagini sue e delle sue leggendarie avventure. In ciascuna delle immagini, i fumetti documentano i commenti del celebre fisico, ricavati perlopiù da storie che lui stesso, o suoi conoscenti, avevano raccontato e pubblicato in altri libri. Per cominciare, vediamo Feyman a cinque anni, un bambino curioso di sapere, che dal padre impara a mettere in discussione l’autorità e ad ammettere l’ignoranza. Un giorno, ai giardini, chiede al genitore: «Perché [la palla] continua a muoversi?». Il padre risponde: «La palla continua a muoversi perché ha l’“inerzia”. È quella che gli scienziati definiscono la causa… ma è solo una parola. Di cui nessuno sa davvero che cosa voglia dire». L’uomo faceva il commesso viaggiatore ed era privo di una vera preparazione scientifica. Conosceva, tuttavia, la differenza tra l’assegnare un nome a una cosa e il sapere come questa funziona e instillò nel figlio la passione del sapere come funzionano le cose, una passione destinata a durare per tutta la vita. Le scene con il padre sono seguite da immagini dove Feynman si trasforma gradualmente, passando dal ruolo di giovane ed esuberante professore, oltre che di suonatore di bongo nelle feste di carnevale, a padre amorevole e marito innamorato, a insegnante rispettato e riformatore educativo, fino agli ultimi giorni della sua vita un saggio con il volto rugoso nella battaglia persa contro il cancro. È stata una forte emozione vedermi ritratto in queste pagine nella veste di un giovane e fortunato studente in un viaggio di quattro giorni in auto con Feynman da Cleveland ad Albuquerque. In quel viaggio, condivisi con lui sistemazioni improvvisate e fui deliziato dal flusso continuo della sua straordinaria conversazione. Uno degli episodi nella vita di Feynman che rivelò con nettezza le sue qualità umane fu la reazione alla notizia, nel 1965, dell’assegnazione del premio Nobel. Quando arrivò la telefonata da Stoccolma fece alcune considerazioni che parvero arroganti e ingrate. Avrebbe probabilmente rifiutato il premio – disse – perché detestava le cerimonie formali, in particolare gli sfarzosi rituali associati a re e regine. Quando era bambino, suo padre gli aveva detto: «Che saranno mai i re? Solo dei tizi vestiti con abiti pomposi». Avrebbe rifiutato il premio piuttosto che essere costretto a vestirsi di tutto punto e a stringere la mano al re di Svezia. Tuttavia, pochi giorni dopo cambiò idea e accettò il premio. Arrivato in Svezia fece amicizia con gli studenti del luogo accorsi a dargli il benvenuto. Durante il banchetto in cui accettò ufficialmente il premio, fece un discorso a braccio, scusandosi per la precedente scortesia e ringraziando il popolo svedese con un toccante racconto personale delle gratificazioni che il premio gli aveva procurato. Feynman non vedeva l’ora di conoscere Sin-Itiro Tomonaga, il fisico giapponese che aveva condiviso con lui il premio. Cinque anni prima, Tomonaga aveva fatto indipendentemente alcune delle scoperte di Feynman, nell’isolamento totale del Giappone in guerra. Condivideva con il fisico statunitense non solo le idee sulla fisica ma anche alcune tragiche esperienze personali. Nella primavera del 1945 Feynman assisteva l’amata prima moglie Arline nelle ultime settimane di vita, per vederla infine morire di tubercolosi.

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